
In Casamari già esisteva una tradizione di assistenza agli infermi fin dalla sua fondazione, tradizione, particolarmente legata alla
Regola di S. Benedetto. L'altra prova è costituita dalla lettera del 1220 di Papa Onorio III, con la quale il Pontefice si preoccupa della salute di Fr. Guglielmo da Milano che fu il capo-architetto della Basilica di Casamari.
Oltre alla posizione topografica del monastero, vi erano altri due fattori che favorivano l'afflusso di gente verso Casamari, e cioè: la
Taberna meritoria e le
Tabernulae ad usum nundinarum. Dopo secoli, oggi, nelle immediate vicinanze dell'Abbazia, la Taberna è sostituita da un ristorante e le
Tabernule dai mercati ambulanti che vendono la loro merce sulle loro bancarelle in giorni stabiliti.
La Taberna meritoria era un'osteria che i monaci davano in affitto ad un oste. Era situata nel complesso del monastero, ma con l'accesso verso la strada. Presso questa osteria facevano tappa i "vetturali" o carrettieri, mercanti, pecorai ecc., provenienti dalla Valle del Liri e diretti verso la Campagna Romana.
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Pianta dell'Abbazia di Casamari dall'opera del Rondinini |
Durante la tappa si ristoravano, barattavano merci, acquistavano medicine. Ma dalla pianta del monastero rileviamo anche che i monaci, quasi per conservare un'impronta di classica romanità, avevano costruito le
Tabernulae ad usum nundinarum, cioè delle piccole botteghe per uso dei mercanti che ogni nove giorni (
nundinus) venivano a Casamari.
Del resto i mercanti settimanali costituivano una delle maggiori risorse dell'economia rurale romana e medievale. Le botteghe, costruite in muratura, erano allineate lungo la strada e addossate al muraglione della clausura, a sinistra di chi entra nell'Abbazia. Queste
Tabernulae si estendevano dalla Casa Abbaziale fino all'antico acquedotto. Erano costruite a due piani: in quello superiore vi abitava il mercante, mentre l'ambiente a pianterreno era adibito a "bazar" per la vendita (e nei tempi più remoti per il baratto) di chincaglierie, droghe di origine vegetale, spezie e prodotti agricoli. All'inizio di questo secolo, tali costruzioni, ormai inutili per lo scopo, furono abbattute. Si cancellavano così le ultime tracce di una tradizione plurisecolare. È un fatto però, che la Taberna meritoria e i mercati settimanali nei pressi del monastero, facevano di Casamari un vero emporio al quale confluivano gli abitanti dei paesi vicini, commercianti e affaristi, soprattutto per la compravendita del bestiame grosso e minuto.
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CASAMARI - Stampa del 1700 |
La presenza nell'Abbazia di Casamari, non soltanto di una infermeria (valetudinarium) ma anche di un ospedale (
nosocomium), facilitavano ai monaci infirmarii la cura verso gli infermi. Questi vi affluivano dalle contrade limitrofe specialmente nei giorni di mercato per fornirsi nono solo delle mercanzie, ma anche di medicine o per farsi medicare e ricoverare nel nosocomium dell'Abbazia.