Glossario







Stampa AnticaIn epoca antica con l'orto dei semplici doveva esistere a Casamari un locale per la manipolazione e la conservazione delle erbe medicinali, cioè l'armarium pigmentariorum: di questa primitiva farmacia, per uso interno dei monaci dell'Abbazia, e, in certo qual modo, anche per uso esterno, non abbiamo oggi una vera e propria documentazione diretta. "Sono i monaci medesimi che ab immemorabili tengono a proprio conto una farmacia con freschi medicinali in cui si provvedono anche i vicini castelli...". La farmacia di Casamari esiste "da tempo immemorabile", e pensiamo che non sia avventato farla risalire al Medioevo. Infatti non si poteva concepire un'assistenza medica senza una farmaceutica, un nosocomium senza un monaco che sapesse preparare gli infusi e i decotti, le pomate etc..

Padre Gioacchino Castiati
Padre
Gioacchino Castiati
La farmacia secondo il Fusciardi: "... risale all'anno 1710 e fu creata, oltre che per le necessità interne, per il fine altamente cristiano di venire incontro ai bisogni sanitari delle popolazioni sempre crescenti delle campagne intorno": non sappiamo da dove il Fusciardi abbia ricavato quella data (1710) per stabilire l'anno di fondazione; finora, documenti alla mano, dobbiamo ritenere il P.Castiati fondatore della farmacia attuale. Ma nel 1710 il Castiati era appena nato.

Ci sembra più attendibile l'autore Mauro Cassoni, che afferma: "Anno 1760, si apre la farmacia di Casamari dal P.Priore D. Gioachino Castiati". Casamari ha provato periodi di splendore, di depressione, e di tormento, ma, nonostante tutte le avversità, troviamo sempre le tracce di un'assistenza verso il prossimo sofferente, frutto della carità cristiana. La farmacia del P.Castiati era situata presso il giardino interno del monastero, chiamato oggi "giardino dei novizi". Prima del 1811 la farmacia del P. Castiati era ancora funzionante ed efficiente. Bisogna risalire ai tempi dell'Abate Don Romualdo Pirelli (1790-1822), quando, abbandonati i vecchi locali situati dietro l'abbazia, fu costruita ex novo una farmacia con laboratorio annesso.
la scalinata che dal chiostro immette ai giardini di fronte alla biblioteca
la scalinata che dal chiostro immette ai giardini di fronte alla biblioteca
Questa si trovava a fianco della scalinata che dal chiostro immette nei giardini davanti alla biblioteca, e, più precisamente occupava l'area rettangolare sottostante alle finestre dell'attuale museo. Ma anche quest'ultima, per giuste ragioni, fu abbandonata e poi demolita in quest'ultimo dopoguerra, durante i lavori di restauro generale dell'abbazia. Praticamente la farmacia del Pirelli è sopravvissuta, nonostante l'incendio subìto nel 1861, alla guerra del 1940-45, e precisamente fino al luglio del 1955, quando fu completamente abbattuta perché deturpava il complesso architettonico dell'abbazia. Durante i lavori di demolizione fu trovato un mattone sul quale era inciso l'anno "1820".
Le varie ubicazioni nei secoli della Farmacia di Casamari
Le varie ubicazioni nei secoli della Farmacia di Casamari



A.Farmacia del Castiati
                                B.Farmacia del Pirelli
                                                                C.Farmacia attuale
Dai documenti rinvenuti finora, non ci risulta altra data, perciò, per il momento, dobbiamo ritenere il 1820 come l'anno in cui l'Abate Pirelli fece costruire la spezieria. Disgraziatamente questa farmacia subì un incendio il 22 gennaio 1861, causato da soldati piemontesi provenienti da Sora.



Farmacia del PirelliLa farmacia, fatta costruire dal Pirelli, era composta di alcune sale, una delle quali, cioè la prima, era ampia e luminosa, e serviva ad un tempo allo spaccio dei medicinali e dei liquori che i monaci preparavano. Il soffitto era ornato da dipinti allegorici, riguardanti la Medicina, del pittore di Veroli Ludovico Serapiglia, allievo del celebre Filippo Balbi, che affrescò la chiesa dell'Abbazia di Trisulti e decorò i locali di quella antica farmacia. Nel centro della volta vi era rappresentato Esculapio ed al suo fianco Igea che porgeva una scodella al serpe attorcigliato alla clava del dio della Medicina. All'intorno si notavano vari simboli riferentisi all'arte farmaceutica: vi erano rappresentate le quattro stagioni ed in una larga fascia perimetrale altri motivi ornamentali. Le pareti erano rivestite da scaffali a vetri dove erano conservate le medicine. In alto, sul cornicione degli scaffali, alternati a vari diplomi, spiccavano brocchette e vasi antichi da farmacia. Su un bancone a ferro di cavallo,Spezieria del Pirelli dal piano di marmo, erano visibili la bilancia da un lato e farmaci dall'altro, bottiglie di liquori ecc. Sulla porta a vetri di accesso all'altro ambiente, adibito a laboratorio, vi era un dipinto su tela, "La Pietà", che vedremo conservato nell'attuale farmacia. Il laboratorio occupava un ambiente luminoso e grande quasi quanto la prima sala: al centro era situato un enorme tavolo con un piano di marmo per la manipolazione dei farmaci, intorno armadi a vetri contenenti medicinali. Un mortaio di bronzo era posto su un sostegno cilindrico a fianco del tavolo. Della farmacia faceva parte anche uno scaffale dove erano custodite opere concernenti le scienze naturali. Di questa farmacia, che chiameremo del Pirelli, non ci è rimasto nulla, al di fuori di alcuni vasi antichi e del dipinto raffigurante "La Pietà", che è stato sistemato nella nuova farmacia.





Attuale FarmaciaL'attuale moderna farmacia, diretta da un monaco laureato è sorta all'ingresso del monastero ed inaugurata nel 1948. Risulta di tre locali: il primo, quello della sala della vendita dei farmaci e dei liquori, è ampio e luminoso della grandezza di circa m.7x7, gli scaffali a vetri che rivestono le pareti, in stile gotico, sono opera di artigiani toscani. Il soffitto non è decorato e dal centro pende un lampadario a più luci. Un bancone lungo, situato su un solo lato, serve per la consegna dei farmaci al pubblico. Sullo sfondo una porta dà l'accesso al laboratorio vero e proprio, piuttosto piccolo ma luminoso, con le caratteristiche di un laboratorio moderno. Da un lato della sala-vendite un'altra porta dà l'accesso ad un magazzino.
Ingresso dell'Attuale FarmaciaLa farmacia di Casamari, già esistente da secoli per uso privato, è stata eretta come esercizio pubblico, a tutti gli effetti di legge, fin dal lontano 1821, dopo che Fr. Giacobbe Margiore conseguì la Patente di Speziale in Roma. Per lo Stato, dunque, la farmacia-liquoreria era una istituzione storicamente (o per tradizione) inseparabile dal monumento, parte integrante e caratteristica del medesimo da conservare e mantenere in attività









L'Abbazia di Casamari