Glossario







Raffigurazione da un Erbario - Issopo

A Casamari, con l'orto dei semplici, nel quale si coltivavano ab immemorabili le piante medicinali, esisteva anche un erbario vero e proprio, cioè una collezione di piante medicinali essiccate per uso della farmacia. Ogni giorno, verso il tramonto, il vecchio monaco si inerpicava solo per la collina assolata, ricoperta di olivi, fermandosi ad ogni tratto, indugiandosi ad ogni cespuglio, indagando per ogni siepe e per ogni zolla.

Conoscitore esperto di mille piante, andava in cerca di quelle, le cui virtù medicinali le rendessero adatte per manipolazioni ed infusi.

Discesa la sera, egli rientrava nel monastero con le ceste ripiene di erbe, di foglie, di radici e di bacche. era la salsapariglia depuratrice del sangue; la ruta il cui infuso era provvidenziale nell'isterismo e nelle anemie; l'arnica, la cui tintura ricavata dalle radici, abbreviava le conseguenze di ogni contusione; la genziana, rigeneratrice dell'appetito; il rusco e l'assenzio, dalla virtù diuretica; l'altea, emolliente e sedativa per i bronchi e gli intestini infiammati; lo stramonio, per l'asma, ed anche con azione sedativa sul cuore e sul sistema nervoso.

Con queste e cento altre specie di erbe, secondo le stagioni, il monaco si chiudeva nel suo piccolo laboratorio e, nelle ore libere dalla preghiera comune, tra alambicchi e mortai, filtri e fornelli, manipolava i suoi medicamenti. Lo aiutava un altro confratello più giovane, cui egli affidava man mano i segreti delle sue ricette e delle sue formule prodigiose.

L'esistenza a Casamari di un Herbarium vero e proprio per la confezione dei farmaci ci conferma la tradizione propria dei chiostri, dove i monaci imparavano a conoscere, a scegliere, per l'utilità dei malati, le piante medicinali e, naturalmente, la loro azione terapeutica e perciò l'uso nelle varie malattie.

Purtroppo, attualmente molte cose sono cambiate; ecco quanto scrive sull'argomento un autore moderno, il Lieutaghi: "il mondo delle erbe non è più quello che conoscevano i nostri nonni, di anno in anno esso si degrada e si uniforma. Gli uomini non hanno compreso l'importanza della natura, senza un pensiero di riconoscenza essi le hanno chiesto il loro cibo, le loro bevande, le medicine, il legname, le vesti, tutto ciò che era necessario per formare una civiltà, in cui la parola natura però non compare che sugli affissi della pubblicità per i club delle vacanze. Da un lato respinta per l'invasione delle città, delle industrie, dall'altro dal deserto che si forma dinanzi ad essa per opera di una agricoltura incosciente, la popolazione delle piante ha il fiato corto. Già diverse dozzine di specie si sono estinte da un secolo a questa parte, e ad ogni giorno che trascorre una minaccia pende su quelle che ancora resistono".

Raffigurazione da un Erbario - Genziana Raffigurazione da un Erbario - Arnica








L'Abbazia di Casamari