Glossario







Biblioteca: i vecchi locali
Biblioteca: i vecchi locali
Nella Regola di San Benedetto (Cap. XXXVIII) è prescritto l'obbligo della lettura nelle varie contingenze della vita claustrale. Il monaco aveva fra le mani il libro nel coro, sull'altare, al refettorio, nella cella, compagno fedele nella sua giornata. Molte di quelle letture erano fatte in comune (fratres sedentes omnes in unum). Alcune di esse affidate ad un solo monaco dovevano essere ascoltate e meditate in silenzio dagli altri. Per un certo numero di ore i religiosi dovevano dedicarsi al labor manum e per un altro periodo di tempo alla lectio divina.
La biblioteca possedeva non solo i codici occorrenti alle pratiche liturgiche e alle quotidiane necessità dei monaci, ma anche le opere indispensabili ai loro studi. Essa aveva, di solito, sede nel chiostro ed era unita alla schola ed allo scriptorium con cui aveva un intimo legame.La Regola di San Benedetto dispone che: "in questi giorni di quaresima ciascuno riceva un codice dalla biblioteca e lo legga per ordine e interamente"(Cap.XLVIII, reg.15). Tutti i libri sono conservati in biblioteca e messi a disposizione secondo le necessità della vita comune e dei singoli, nessuno ha libri personali. É prescritta, dalla Regola di San Benedetto, l'archiviazione di tutti i documenti riguardanti la consacrazione dei monaci e le donazioni ricevute dal monastero. La Regola di San Benedetto é l'atto costitutivo delle celebri biblioteche di Subiaco, Montecassino, Farfa, Nonantola, Casamari, cui la cultura religiosa, storica, filosofica, giuridica, letteraria contemporanea deve gran parte delle sue conoscenze del periodo classico medievale.

di A. Coratti, Rivista cistercense, anno III - n. 3









L'Abbazia di Casamari