Glossario







Nel 1866 fu emanato un decreto legge sull'abolizione delle Corporazioni Religiose e sulla confisca dei beni immobili degli enti morali ecclesiastici, esteso nel 1873 anche alla provincia di Roma. A seguito di tale legge, anche le biblioteche dei monasteri divennero proprietà del nuovo Regno d'Italia.

Il 5 luglio 1873 gli agenti inviati dal Commissario governativo di Veroli procedettero all'inventario e alla timbratura di tutti i libri della biblioteca e di tutti i manoscritti della biblioteca di Casamari. I volumi allora sigillati furono 1692.

monaco intento alla lettura di un codice miniato
monaco intento alla lettura di un codice miniato

Nel 1874, con Decreto Ministeriale, l'abbazia di Casamari diventava Monumento Nazionale e veniva affidata in custodia agli stessi monaci. I volumi della biblioteca, per disposizione governativa, non furono più trasferiti a Veroli e rimasero così nel monastero con l'incarico per i religiosi di curarne la conservazione. Il Regio Decreto del 24 ottobre 1907 estese alle biblioteche annesse ai Monumenti Nazionali il regolamento delle biblioteche pubbliche governative.

Dopo un primo periodo di abbandono, la biblioteca di Casamari fu riorganizzata dal Ministero grazie alla segnalazione della Regia Soprintendenza bibliografica del Lazio.

L'antico salone della biblioteca era divenuto ormai insufficiente ad accogliere tutti i volumi che lentamente andavano aumentando. Inoltre la posizione dei locali all'interno dell'abbazia vicino al dormitorio dei monaci era totalmente inadatta per una biblioteca pubblica.

Fu così scelto l'antico dispensarium per ospitare i nuovi locali. Si era ottenuto così un immenso salone lungo 25 metri, largo 10, La Biblioteca alto 30 avente tre pilastri centrali uniti tra loro e con le pareti da quattro archi a tutto sesto. L'opera di restauro della sala per la realizzazione della biblioteca fu iniziata nel 1931. In particolare il monaco di Casamari, fra Angelo Castellucci, su progetto della Soprintendenza ai monumenti, allestì il rivestimento in legno di abete stagionato del soffitto. Il nuovo locale fu inaugurato il 21 settembre 1935.

All'inizio della seconda guerra mondiale, la biblioteca si presenta nella sua nuova veste ricca di ventimila volumi, un centinaio di riviste varie, circa duecento edizioni del '500, undici incunaboli e alcuni antichi manoscritti. Durante la guerra, Casamari, per sette anni fu occupata dai soldati tedeschi che vi installarono un grande ospedale militare; ma non ci furono danni di rilievo.

Due imprese artigiane della zona di ebanisti-intagliatori si sono alternati nella biblioteca ed hanno realizzato in legno di noce l'attuale arredamento.

Nel dopoguerra il Ministero della Pubblica Istruzione, dal quale la biblioteca dipendeva, si adoperò molto per migliorare la sala, restaurare e rilegare molti volumi e per l'acquisto di importanti pubblicazioni.

Nel 1974 il Ministero della Pubblica Istruzione conferì alla biblioteca di Casamari la medaglia d'oro ai "Benemeriti della Cultura e dell'Arte". Sempre nel 1974 iniziò il restauro di una seconda sala adiacente, resasi necessaria per il continuo incremento dei libri.

Attualmente la biblioteca nel suo insieme conta 38.000 volumi. Nella sala superiore, chiamata Salone Monumentale, sono collocati gli incunaboli (19), le Cinquecentine (364), le edizioni del Seicento (16.000 circa), quelle del Settecento (4.500 circa) quelle dell'Ottocento (5.000 circa). I circa 20.000 volumi del Novecento sono divisi tra il Salone Monumentale e la denominata Sala dei Periodici che contiene inoltre 7.000 volumi rilegati di varie riviste.

di A. Coratti, Rivista cistercense, anno III - n. 3






L'Abbazia di Casamari