Glossario







Per la ricostruzione storica dei primordi della biblioteca di Casamari punto di riferimento fondamentale è il Chartarium Casaemariense. È proprio dal Cartario, infatti, che abbiamo le prime notizie riguardanti la biblioteca. I primi monaci, dopo aver ricevuto l'abito e la Regola di San Benedetto nel 1036 eleggono abate Benedetto, il quale "acquistò terre, fece piantare vigne, scrivere libri...".
l'abate Giovanni, successo a Benedetto, fu l'artefice di un notevole sviluppo del monastero curando la dotazione di molti libri. Anche il terzo abate, Orso, incrementò il numero dei libri dell'abbazia.
Un ulteriore forte impulso alla cultura e alla biblioteca di Casamari é dato dal quarto abate, Agostino: "fece copiare un libro del Vangelo rilegato con tavolette di argento dorato. Fece compilare un libro sulle etimologie, uno sulla morale, uno di commento ai salmi, uno sulle lettere di San Paolo, un mattinale e due antifonari".
la fontana di fronte l'ingresso dei vecchi locali della Biblioteca
la fontana di fronte l'ingresso dei vecchi locali della Biblioteca

In poco più di cento anni, dal 1036 al 1152, la biblioteca si era arricchita di codici miniati di carattere liturgico, di trascrizioni di monumenti classici e patristici, di numerose opere esegetiche; inoltre l'archivio conservava un notevole numero di documenti: atti di consacrazione dei monaci, donazioni di beni, bolle pontificie, privilegi...
L'introduzione nel 1152 dei Cistercensi a Casamari, da parte di Eugenio III, diede un grande impulso alla vita del monastero. All'inizio del XIII secolo essi costruirono l'attuale abbazia ed in essa trovarono la loro collocazione i locali dell'archivio, della biblioteca e dello scriptorium. I Cistercensi arricchirono la biblioteca di numerosissimi e preziosi manoscritti. Essi si dedicarono particolarmente allo studio della Sacra Scrittura e del diritto, sicché Casamari divenne un piccolo centro di cultura esegetica e giuridica.
Affluirono a Casamari uomini illustri e studiosi (alla fine del XII secolo Gioacchino da Fiore vi dimorò per un anno e mezzo dettando il Commento all'Apocalisse, il Libro della Concordia dei due Testamenti e iniziando il Libro delle Dieci Corde).
Con l'introduzione della stampa, la biblioteca si arricchì anche dei primi incunaboli, soprattutto a carattere giuridico e biblico.
Alla metà del secolo XV, la biblioteca raggiunse il massimo della sua espansione, ma a questo periodo di splendore seguì una costante decadenza che porterà alla quasi totale dispersione dei fondi librari e documentari. Causa prima di tale decadenza fu l'introduzione a Casamari della Commenda.
elaborazione grafica di un codice miniato
elaborazione grafica di un codice miniato
Gli abusi e l' incuria degli abati Commendatari danneggiarono Casamari in ogni settore; in particolar modo fu spogliata la biblioteca che, nella sua quasi totalità, andò ad arricchire le collezioni private delle famiglie patrizie romane cui appartenevano i commendatari. A partire dai primi anni del '500, opere di raro valore furono asportate da Casamari e mai più recuperate.
L'opera più importante posseduta dalla biblioteca era senz'altro il Chartarium Casaemariense, ma anch'esso lasciò ben presto Casamari, senza poter essere più recuperato nonostante le numerose ricerche effettuate nei secoli; l'ultimo tentativo fu fatto nel 1951.
Con gli abati commendatari, contribuì alla dispersione dei codici della biblioteca, l'abate cistercense di Santa Croce in Gerusalemme in Roma, don Ilario Rancati, il quale estraeva e raccoglieva codici e documenti preziosi dai monasteri cistercensi minori per incrementare la Biblioteca Sessoriana.
Tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600, quando la Congregazione dell'Indice ordinò un censimento di tutti i libri delle biblioteche religiose in Italia, Casamari aveva solo 140 volumi divisi tra la biblioteca comune (60) e i singoli religiosi (80).

di A. Coratti, Rivista cistercense, anno III - n. 3









L'Abbazia di Casamari